Una imponente struttura dedicata a San Nicola di Platea, sovrasta la parte più bassa del centro storico di Scalea. L'abside della chiesa conserva i resti delle costruzioni gotiche, così come la parte inferiore della cripta dell'Addolorata che presenta delle colonne sostenendo delle volte a crociera. La cripta è dotata di statue e di un coro in legno del XVII sec., donazione del Principe di Scalea. All'entrata, inoltre, una lapide rappresenta il ricordo del filosofo Gregorio Caloprese.
Per molti secoli, nel sotterraneo della chiesa venivano sepolti gli abitanti della parte più bassa della città, e solo in caso di epidemie, la sepoltura avveniva lontano dal paese.
In una tomba monumentale all'interno della chiesa, giace Ademarco Romano, grande ammiraglio della flotta angioina morto verso la metà del 1300. Il sepolcro opera della scuola di Tino da Camaimo, si trova nella Cappella di Santa Caterina.
A seguito di un' indulgenza di papa Clemente VI nel 1345, la chiesa fu ingrandita; in quel periodo, le indulgenze venivano concesse solo a chi avesse contribuito all'ampliamento delle chiese.
Attorno al XV sec., la chiesa fu di nuovo restaurata e il vescovo Soare, a questo proposito, ottenne un'indulgenza particolare da papa Callisto III.
Alla fine dei vari restauri divenne uno dei più importanti monumenti del '400, e nel 1500 la chiesa di San Nicola divenne arcipretura della diocesi di Cassano.
Verso il XVI sec. venne saccheggiata dagli uomini del saraceno Dragut, i quali aprirono e danneggiarono il sarcofago di Ademarco Romano, rubando la spada del defunto, una campana d'argento e altri oggetti sacri di valore. Durante il viaggio di ritorno, l'imbarcazione su cui si trovava la campana rubata, naufragò sugli scogli della Giumenta prima di superare Capo Scalea: la nave e la campana finirono in fondo al mare.
Una credenza popolare racconta che il sei dicembre, giorno di San Nicola, gli innamorati e i puri di cuore, possono udire la musica melodiosa della campana provenire dal fondo del mare.
Nel XVIII sec. un incendio distrusse l'archivio parrocchiale di San Nicola, dove un inestimabile valore storico scomparve nelle fiamme.
Durante la II guerra mondiale, una cannonata della flotta anglo-americana distrusse la parte alta dell'antico campanile e la campana che da secoli troneggiava sulla chiesa. Durante lo stesso bombardamento andarono distrutti un antico organo a canne e una fonte battesimale in marmo, opere pregevoli del XVII sec.


Nessun commento:
Posta un commento