Meglio conosciuta come chiesa della Madonna del Carmine, patrona della città di Scalea, di cui i festeggiamenti avvengono il 15 e il 16 luglio. La mattina del 16 durante una cerimonia solenne, il sindaco offre un cero votivo alla Madonna, dopodiché, la statua viene portata in processione lungo le strade della cittadina. A questa particolare processione, partecipano donne con in testa un singolare telaio di legno, addobbato per la festa e allestito per sostenere i ceri votivi.
La Madonna verso la fine del 1800 fu proclamata protettrice e patrona di Scalea a seguito di una grande epidemia di colera. In decorrenza del centenario della proclamazione dell'indulgenza, l'intera popolazione fuse un prezioso metallo, per farne una corona d'oro da donarle come regalo in segno di devozione.
Il primo nucleo della chiesa risale al VIII sec., epoca dell'attività dei monaci Basiliani sul posto. In epoca Normanna la chiesa fu ingrandita e affidata ai monaci Benedettini di Cava dei Tirreni, in quanto con l'arrivo dei Normanni le chiese bizantine dovettero latinizzarsi: il finestrone obsidale della chiesa sarebbe testimone di quel periodo. La chiesa intorno al 1500 subì il saccheggio dei Saraceni capitanati da Dragut.
Anni dopo fu ingrandita e abbellita, apportando modifiche importanti nei secoli XVIII e XIX.
Negli anni '70 un fulmine distrusse l'orologio del campanile installato nel 1921 sostituendo quello originale. Nel 1976 iniziano i lavori di restauro per salvaguardare un valore storico inestimabile.
fonte: portale calabria, comune di Scalea
Scalea CS Santa Maria D'Episcopio o Chiesa della Madonna del Carmine

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