
Un'antica leggenda racconta di qualche viandante che si avventurava, pieno di speranza nella zona di Grisolia alla ricerca di pepite d'oro. La stessa, narra che il territorio di Grisolia fosse strapieno di miniere d'oro.
Non si conosce con esattezza la veridicità di questa credenza, ma gli abitanti del luogo, soprattutto quelli più anziani, raccontano questa storia tramandata dai propri avi.
Probabilmente e forse la più veritiera è che il nome deriva dal greco Chrousolea o dal latino Chrisena, i quali hanno lo stesso significato: oro.
Arroccata su un colle fa parte del Parco del Pollino con boschi maestosi dove si possono ammirare castagni secolari del ramarro, oppure imbattersi per caso in qualche capriolo autoctono o lupo appenninico; mentre nella parte più alta del monte La Mula si può trovare il pino loricato.
Il centro balneare fa parte della Riviera dei Cedri, meta ambita da molti turisti amanti del mar Tirreno.
La zona montana di Grisolia è separata dal paese di Maierà da un burrone chiamato la Valle del Torrente Vaccuta, meglio conosciuta come la Vallata dei Mulini; difatti, dalla piazza antica di Maierà si possono ammirare i ruderi, o almeno quello che ne resta degli antichi mulini di pietra.
Due paesi così vicini che dal centro storico si possono udire le voci dei maieraioti; per verificare la veridicità di quanto mi è stato raccontato, basta semplicemente andare a visitare questo paesello davvero molto caratteristico.
Una leggenda popolare racconta che i due paesi furono separati dalla volontà di Dio, per porre fine alla rivalità nata tra un giovane maieraioto e un giovane grisoliota, in quanto entrambi erano interessati a una giovane fanciulla di Grisolia.
L'epoca Neolitica di Grisolia è accertata dai resti rinvenuti nella grotta della Serra; mentre nella zona della marina sono emersi resti di ville romane di epoca Imperiale.
Intorno il '400 e il '200 a.C., Roma insediò un presidio militare in località Pantanelli per controllarne l'accesso, in quanto la Sibari-Laos era una delle vie più importanti perché congiungeva lo Ionio con il Tirreno, passando attraverso il Varco del Palombaro nel territorio di Grisolia.
Durante la Seconda guerra Punica, i romani vi subirono alcune imboscate da parte delle popolazioni indigene alleati di Annibale dove morì il Console Tiberio Sempronio Gracco.
Nell'Alto Medioevo, Grisolia crebbe nella comunità monastica italo-greca del Mercurion come testimoniano i luoghi di culto legati a una cultura di Bisanzio più che di Roma, ad accertare questi eventi sono il Monastero di San Nicola e la Cappella di Santa Sofia.
Dopo l'anno Mille, Grisolia divenne un centro normanno dove si rifugiò Ruggiero di Loira.
Dal 1300 fu sede di numerose famiglie feudatarie fino al 1806, quando fu abolita la feudalità.
Il centro storico è particolare per le case addossate l'una all'altra con vicoli e scale, molto diffusa tra le case è la pietra di Grisolia o di fiume, facilmente reperibile nelle vicinanze.
I vicoli, le scale e gli archi sono caratteristiche del centro storico, interessante nonché particolare è "U Spuortu", un supporto nato sicuramente dalla necessità di costruire per motivo di difesa le case l'una sull'altra.
I più importanti sono: u spuortu du Mulinu, che in passato era una delle porte porte di entrata e forse la principale del paese; u spuortu di via Sotto le Mura; u spuortu di via Cafallaro e u spuortu di via Chiesa che conduce al Santuario di San Rocco.
Di sicuro interesse:
- il Palazzo Ducale del XV sec. proprietà del comune, dove oggi ha sede il Museo etnografico voluto dall'Associazione Italo Muti, dove nel 1991 espone vari oggetti della civiltà agropastorale di Grisolia;
- Palazzo Tosto situato sopra lo spuortu di via Sotto le Mura;
(Questi palazzi conservano elementi decorativi nei portali, nei balconi e nelle finestre. Spesso sull'architrave sono incise le iniziali del proprietario o lo stemma del casato)
- Il Santuario di San Rocco da Montpellier dedicato alla Madonna delle Grazie. La festa, con una processione suggestiva si svolge il 16 agosto. Donne a piedi nudi seguono il Santo portando sulla testa le "caggie", strutture di legno bucate in cui vengono infilate tante candele e adornate con fiori e nastri. Sono ex voti che vengono offerti al Santo miracoloso.
fonte: comuni italiani, comune Grisolia, ricerche personali

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