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giovedì 31 maggio 2018

Arco Magno: il simbolo naturalistico di San Nicola Arcella




In una insenatura a forma di arco, eroso dalla salsedine nei secoli, raggiungibile dal mare con piccole imbarcazioni o a piedi attraverso dei sentieri scavati nella roccia, si schiude la Grotta del Saraceno, con la sua laguna naturale denominata spiaggia di Enea, che secondo la leggenda passò dalla costa dopo la caduta di Troia.

La Grotta del Saraceno ha avuto un ruolo importante per la storia di San Nicola Arcella, infatti, in passato veniva usata dai Saraceni per raggiungere la costa.

La spiaggia sovrastata dall'imponenza della roccia, è riparata dall'ombra della grotta, nella quale come per magia sorga acqua dolce, rendendo il posto magico e misterioso.

Un visitatore durante un'escursione sulle coste con la sua imbarcazione, rapito dalla bellezza della spiaggia e dal fascino della Grotta del Saraceno, la chiamò Arco Magno.

A nord dell'Arco Magno si trova la Grotta di Enea, e attraverso un tunnel scavato nella roccia, si arriva alla spiaggia del Prete, dove si può visitare la Grotta del Prete e lo Scoglio dello Scorzone, (u scurzun', il serpente).

Prende il nome Scorzone per la presenza dei serpenti  sullo scoglio soprattutto in estate, e in particolar modo il biacco, la vipera innocua dei pollai.

Nei pressi di Capo Scalea, un promontorio che separa San Nicola Arcella da Scalea, si nota una cavità nella parete rocciosa: la Grotta di Fra' Girolamo detta "a ricchia di Fra' Girolamo" (l'orecchio di frate Girolamo), per la forma simile a un orecchio che produce un eco di ritorno.

Recentemente, il comune di San Nicola Arcella, ha sottoscritto con la Regione Calabria, la convenzione per riqualificare il sentiero naturalistico dell'Arco Magno, ad oggi malsicuro e pericolante.

fonte: web, portalecalabria, comunedisannicolaarcella

giovedì 26 aprile 2018

Calabrisella mia


Canto popolare della nostra amata Calabria, il quale si attribuisce a un compositore siciliano innamorato di una giovane calabrese. Esistono varie versioni del testo, diverse per parole o frasi, in quanto il dialetto di ogni paese è diverso fra loro. Il significato del canto resta comunque uguale per tutti: la serenata canta l'amore per conquistare una bella Calabrisella.






t'hai vistu a'lla funtana chi lavavi,
Calabrisella mia rosa d'amuri,
quannu a 'llu muru i panni tu spannivi
t'hagghiu arrubbetu 'megghiu maccaturi.

Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
sciuru d'amuri.

Tirullaleru, lalleru, la la,
sta Calabrisella muriri e mi fa.
tirullaleru, lalleru, lala,
sta Calabrisella muriri e mi fa.

Prima m'e rittu si e mo nun voi,
ricimi cu ti spagni hoi beddra mia,
ca si ti spagni ra famigghia tuia,
'mbrazza ti pigghiu e nun ti lassu mei.

Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
sciuri d'amuri.

Tirullaleru, lalleru, la la,
sta Calabrisella muriri e mi fa.
Tirullalleru, lalleru, la la,
sta Calabrisella muriri e mi fa.

Jintru u giardinu meiu rosi janchi,
nascinu 'nta na festa ri culuri.
Ma di sti rosi tu regina manchi,
Calabrisella mia rosa d'amuri.

Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
sciuru d'amuri.

Tirullaleru, lalleru, la la,
sta Calabrisella muriri e mi fa.
Tirullaleru, lalleru, la la,
sta Calabrisella muriri e mi fa.







  

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