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lunedì 30 aprile 2018

A Tarantella

LaTarantella, è il simbolo folkloristico della Calabria, tipico ballo per trascorrere in allegria giornate o feste in compagnia. Al ballo, partecipano sia donne che uomini saltando a piedi uniti, mani ai fianchi; compiendo giravolte accompagnate con il battito delle mani a ritmo, versi e schiocchi di dita; il tutto abbinato al suono di organetti, tamburelli, zampogne e ciaramelle (strumento musicale appartenente alla famiglia degli oboi).
Anticamente, era ballata nei villaggi, nelle feste padronali, durante la vendemmia, nelle varie feste private e in tutte le ricorrenze.

Il ballo, si svolge all'interno di un cerchio formato da persone: la "rota" (ruota), di solito a ballare è la coppia uomo-donna, ma le figure possono cambiare in donna-donna o uomo-uomo.
A dirigere la Tarantella c'è una figura particolare: "u mastru i ballu" (il maestro di ballo), il quale gestisce l'ordine delle persone, che possono ballare esclusivamente all'interno della "rota", la quale sta ad indicare il territorio di appartenenza.

Questa danza, assume diverso significato, a seconda se all'interno della "rota", si trovano persone dello stesso sesso o coppia uomo-donna. Nel caso dello stesso sesso, la danza assume il significato di un vero e proprio duello, per ottenere il predominio dello spazio all'interno del cerchio, se la coppia è uomo-donna, l'uomo si mette in scena rappresentando un rituale di corteggiamento, dove la donna mostra una civetteria moderata.

Sia il ballo, sia la musica, richiedono molto impegno e fatica, infatti, il significato letterale della Tarantella, sarebbe derivato dal morso della tarantola: in quanto bisognava espellere il veleno con  una grande sudata.

Esistono vari festival di Tarantella in tutta la Calabria, dove varie compagnie si esibiscono con i loro costumi tipici del luogo, in eventi musicali, festival e sagre.


fonte: rituali e simboli della danza in Calabria
fonte video: youtube









giovedì 26 aprile 2018

Calabrisella mia


Canto popolare della nostra amata Calabria, il quale si attribuisce a un compositore siciliano innamorato di una giovane calabrese. Esistono varie versioni del testo, diverse per parole o frasi, in quanto il dialetto di ogni paese è diverso fra loro. Il significato del canto resta comunque uguale per tutti: la serenata canta l'amore per conquistare una bella Calabrisella.






t'hai vistu a'lla funtana chi lavavi,
Calabrisella mia rosa d'amuri,
quannu a 'llu muru i panni tu spannivi
t'hagghiu arrubbetu 'megghiu maccaturi.

Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
sciuru d'amuri.

Tirullaleru, lalleru, la la,
sta Calabrisella muriri e mi fa.
tirullaleru, lalleru, lala,
sta Calabrisella muriri e mi fa.

Prima m'e rittu si e mo nun voi,
ricimi cu ti spagni hoi beddra mia,
ca si ti spagni ra famigghia tuia,
'mbrazza ti pigghiu e nun ti lassu mei.

Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
sciuri d'amuri.

Tirullaleru, lalleru, la la,
sta Calabrisella muriri e mi fa.
Tirullalleru, lalleru, la la,
sta Calabrisella muriri e mi fa.

Jintru u giardinu meiu rosi janchi,
nascinu 'nta na festa ri culuri.
Ma di sti rosi tu regina manchi,
Calabrisella mia rosa d'amuri.

Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
Calabrisella mia,
sciuru d'amuri.

Tirullaleru, lalleru, la la,
sta Calabrisella muriri e mi fa.
Tirullaleru, lalleru, la la,
sta Calabrisella muriri e mi fa.







  

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