martedì 15 maggio 2018

La strega di Tortora








Mia nonna era seduta su una sedia, il braciere vicino le gambe e un foulard sopra la testa, legato sotto il mento. Quando mi vide, con un gesto della mano mi fece segno di sedermi accanto a lei. Prima di sedere, le diedi un bacio sulla fronte. Solo allora, iniziai a parlare:

"Nonna, raccontami una storia"
"Quale storia figlia mia"
"Quella della Strega, la Strega di Tortora"
"Ah figlia mia! Quella della Strega di Tortora, è una storia che raccontavano gli antichi, non sappiamo se fosse vera"

"Non ha importanza nonna, raccontamela lo stesso. Forse non la ricordi?"
"Si figlia mia, la ricordo. Sembra ieri quando la mia comare raccontò questa storia. Aspetta un attimo, aggiungiamo altri carboni al braciere, e vai a prendere una corona di fichi secchi. Fa'freddo questa sera"
"Certo che fa'freddo nonna, siamo a febbraio, la primavera è ancora lontana"

"Perché vuoi che ti racconti questa storia?"
"Oh nonna! Per tenere vive le tradizioni, per non dimenticare le storie del passato. Una volta cresciuti, se dimentichiamo, chi ci racconta tutte queste storie belle?"
"Hai ragione ragazzina mia, le tradizioni non devono morire, si devono tramandare per non essere perdute"

"Dimmi nonna, perché la chiamavano Strega?"
"Era una donna di Tortora, si trasformava in una Strega per non farsi riconoscere, per ammaliare con le sue stregonerie gli abitanti del paese. Ricordo questa storia come fosse ieri"
"Raccontami, voglio sapere"

"La Strega era una donna, assumeva altre sembianze per non farsi scoprire. Sceglieva una persona e quando faceva notte, quando tutti dormivano, entrava di nascosto nella casa scelta; saltava addosso al poveretto immobilizzandolo"
"Nessuno si accorgeva della presenza della Strega?"
"No, nessuno. Poche persone riuscivano a ribellarsi, ma dovevano dormire di fianco. Solo in questo modo riuscivano a catturare la Strega"

"Non era facile ricordarsi di dormire su un fianco, dopo una giornata di lavoro nei campi"
"Eh figlia mia! No, non era facile, ma dovevano ricordare se volevano sfuggire alla Strega"
"L'hai vista qualche volta?"
"No per mia fortuna, la comare sì, lei l'ha vista. E' quello che mi ha raccontato. Lei una volta è riuscita ad afferrarla dai capelli e subito la Strega le chiese cosa avesse nelle mani. Per fortuna la comare rispose: capelli, così la Strega si tramutò in aria e fuggì di corsa"

"Non è riuscita a vedere chi fosse?"
"No figlia, per poter scoprire chi fosse, doveva rispondere in altro modo"
"Come doveva rispondere?"
"Nelle mani doveva avere corde d'acciaio che non si spezzavano. Allora sì che la si poteva sconfiggere e la Strega ritornava donna facendosi riconoscere"

"E' successo qualche volta?"
"Non lo so, nessuno parla della Strega. Solo la comare me lo ha raccontato e non sono sicura sia vero"
"E' una credenza popolare?"
"Sì, una leggenda che raccontavano gli antichi. E quelli che avevano paura, sistemavano dietro la porta, in un fazzoletto dei fagioli o dei sassolini, perché la Strega poteva fuggire solo dall'entrata principale. Prima di fuggire doveva contare tutti i fagioli o i sassolini senza sbagliare, altrimenti, restava intrappolata in quella casa"

"Nonna, sei sicura che è solo una leggenda? Non è che questa notte la vediamo entrare in casa nostra?"
"Non sia mai, figlia mia! Non lo so. So che la Strega si trasformava in un umano o in un animale e che può entrare in una casa se già vi è stata. Non devi aver paura, sono sicura che è una leggenda. In tutta la mia vita non l'ho vista, puoi dormire sonni tranquilli"

"Non ho paura nonna, mi piacciono le leggende. Come finisce la storia?"
"Se veniva picchiata, una volta tornata donna, si potevano vedere le escoriazioni e i lividi provocati dalle bastonate"
"Allora veniva svelata la sua identità?

"Penso di sì. Adesso andiamo a dormire, domani ci dobbiamo alzare all'alba per preparare il pane"
"Io voglio il pane farcito con i cigoli"
"Sì, tutto quello che vuoi, ma adesso andiamo a dormire. Buonanotte figlia mia"
"Buonanotte nonna"

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