domenica 20 maggio 2018

Praia a Mare: la Perla del Tirreno










Praia a Mare, una delle località balneari più rinomate della Calabria, meta ambita dai turisti per la particolarità delle sue coste irregolari, le sue spiagge di sabbia fine e scura, e per i suoi fondali che ospitano varie specie di pesce, gorgonie e stelle marine.

Il centro storico è collocato a gradinate su una collina, custodendo vicoli stretti e tortuosi. Le origini della città, risalgono al Paleolitico Superiore, con l'insediamento di comunità tribali; impronte della loro presenza sono state ritrovate nelle grotte del Monte Vingiolo.
Infatti, la vita e la storia di Praia a Mare, sono strettamente collegate alla Grotta del Monte Vingiolo. Le ceramiche incise e dipinte a strisce rosse, e i reperti litici ritrovati nella Grotta, attestano l'insediamento delle varie civiltà sul territorio, periodo che va dal Paleolitico Superiore fino alla cultura villanoviana.

La nascita del centro balneare, invece, riconduce alla comunità montana di Aieta, fondato all'incirca tra il VII ed il IX sec. d.C., da contadini e pastori originari dell'antica Blanda (Tortora), della Basilicata e da altri borghi del territorio calabrese.
Il nome di Praia, deriverebbe dall'antica "Plaja Sclavorum" (Spiaggia degli Schiavoni), o da "Plaja Slavorum" (Spiaggia degli Slavoni); nomi che ricordano il commercio di uomini e merci, praticato sulla costa in epoche remote. A testimoniare queste origini, sono presenti sul territorio il Castello e la Torre dell'Arco di Fiuzzi.

Una leggenda narra il possibile attracco di alcuni superstiti, scampati alla crudele guerra di Troia. I reduci, capeggiati dal Principe Enea, ultimo valoroso combattente di Ilo, durante il passaggio lungo le coste, dovettero sacrificare parte della ciurma alle divinità del mare; tra questi, il timoniere Palinuro che fu inghiottito dal Mar Tirreno. In onore dell'esperto nocchiere, il Principe Enea, avrebbe assegnato il suo nome al Golfo che attualmente comprende le regioni della Calabria, della Basilicata e della Campania.

Per molto tempo, Praia a Mare, è stata chiamata Praia di Aieta in quanto era una frazione del comune di Aieta, diventando autonoma nel 1928.

Originariamente era un villaggio, dove i suoi abitanti si dedicavano all'agricoltura e alla pesca. Oggi la cittadina vive principalmente di turismo balneare, infatti, detiene la bandiera verde dal 2015 per le migliori spiagge per bambini e la bandiera blu 2018 assegnata al Camping Internazionale Punta di Fiuzzi. Sono presenti piccole industrie di svariati settori, cooperative agricole impegnate nella coltivazione e produzione di olio e piante officinali. Da poco tempo, viene adoperato il mirto che cresce spontaneo sull'isola di Dino e sul suolo praiese.

Molti eventi vengono creati per promuovere la città di Praia a Mare, tra questi: Praia World Festival, una rassegna internazionale di musica etnica con concerti basati sulla musica popolare; Premio Sonora, un incontro internazionale con personaggi di spicco della musica e del cinema; Praia a Mare con..., un salotto culturale che ospita filosofi, scrittori e personaggi della cultura nazionale.

Da visitare, l'Isola di Dino con la sua Torre Normanna, la Rocca di Praia, il Fortino, la Torre di Fiuzzi e il caratteristico Santuario di Santa Maria della Grotta.
Non meno importante il Museo Comunale, con una raccolta permanente di arte moderna e contemporanea. Ospita svariate sezioni che vanno dall'Archeologia, agli Artisti Calabresi, all'Arte Sacra, alle Ceramiche e alla Biblioteca. Al suo interno sono custodite opere di importante valore storico e archeologico.

La cucina praiese, come in tutto il territorio calabrese, dedica molta attenzione ai prodotti freschi, ai fusilli fatti a mano e al pesce azzurro. Sicuramente da gustare, i biscotti all'anice, che con il suo aroma speziato delizia il palato più raffinato.

fonte: dal web, territorio cosentino e ricerche personali


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