domenica 20 maggio 2018

L'isola di Dino




Vicino la costa di Praia a Mare, di fronte Capo dell’Arena (uno dei posti più belli della Calabria), troneggia maestoso un imponente sperone di roccia: l’ isola di Dino. L’isola ha la forma di un grosso cetaceo verde, che con la sua testa volge lo sguardo verso la costa, quasi a protezione del litorale praiese.
L’attribuzione del nome deriverebbe dalla presenza sull’isola di un Tempio (Aedina) consacrato a Venere, la dea dell’ Amore, o probabilmente, a Leucoteca, la dea protettrice dei naviganti. Si presumeva che il luccichio delle acque venisse provocato dalle sirene, in quanto dimoravano lungo le coste, per ammaliare i marinai durante la navigazione.
Sulla parte occidentale, si eleva la Torre dell’ isola di Dino, di costruzione Normanna, usata dai Borboni e dagli Aragonesi come avvistamento contro le invasioni della costa. Dalla Torre si può ammirare lo splendido paesaggio, le nidificazioni degli aironi grigi, dei falchi pellegrini e dei gabbiani reali.
Le insenature sono dovute all’erosione delle rocce, infatti, l’isola di Dino è famosa per le suggestive grotte che ne fanno la ricchezza naturale dell’isola, attrattive turistiche molto ambite:
  • la Grotta del Monaco, da’ l’idea di un monaco in preghiera;
  • la Grotta delle Sardine, così denominata per l’elevata presenza delle sardine;
  • la Grotta del Frontone, con le sue stalattiti a forma di colonne che si riflettono in un piccolo lago formato dal deflusso della marea;
  • la Grotta del Leone, dove al suo interno, quasi nascosto, si trova uno scoglio che fa’pensare a un leone rannicchiato;
  • la Grotta Azzurra, la più grande dell’isola, con la particolarità delle sue acque con sfumature del blu e del verde;
  • la Grotta del Gargiulo, quasi del tutto sommersa, raggiungibile dai sub;
  • la Grotta delle Cascate, dove si può sentire la melodia sempre uguale, delle acque che cadono al suo interno.
I fondali sono ricchi di varie specie di pesce, di gorgonie dalle tonalità del rosso, dell’arancione e del giallo, di stelle marineconchiglie di madreperla egrotte marine: un patrimonio inestimabile che costituiscono la Foresta di Dino.
Sull’isola vegetano il Garofano delle Rupi, la Palma Nana chiamata anche Palma di San Pietro e la Primula Palinuri (tra le più antiche della flora italiana, dichiarata specie protetta dall’Unione Internazionale per la conservazione della natura).
Di recente, è nato il Progetto Mirto dell’Isola di Dino, coordinato da un’associazione no profit; le piante di mirto, crescono spontaneamente da millenni sul territorio dell’isola, spiccando con la sua bellezza ed il suo profumo nella vegetazione del luogo.
Dopo vari insuccessi da parte di alcuni imprenditori, cui era stato affidato il compito di promuovere e valorizzare l’isola, nel 2010, un giovane imprenditore intraprendente praiese: Matteo Cassiano, sensibile allo stato di degrado e abbandono dell’isola, inizia un progetto: “Isola Dino Club“, per incentivare ed esaltare il turismo sulla costa tirrenica.




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