Tortora, vanta una storia risalente a circa 150.000 anni fa, come si evince dal ritrovamento di un giacimento preistorico all'aperto, attribuito all'era del Paleolitico Inferiore, uno dei più antichi siti preistorici in Italia. Durante gli scavi, sono emersi reperti appartenenti al Paleolitico Medio e alla presenza dell'Homo Sapiens dell'era Paleolitico Superiore.
I primi segni di civiltà risalgono al popolo degli enotri, il quale dimorò nel territorio fino alla metà del V sec. a.C., segni accertati, con il ritrovamento di alcune tombe con corredi funebri, e da un piccolo centro abitato.
Nella metà del V sec., gli indigeni abbandonarono l'insediamento, e nel IV sec. a.C., i lucani ricostruirono il villaggio fortificandolo con un muro di cinta, prendendo il nome di Blanda. Nel III sec. a.C., Blanda fu soggetta alle Guerre Puniche e si spopolò, per poi divenire nel I sec. a.C. una colonia romana.
Nel 70 a.C. un terremoto distrusse la città, i romani la ricostruirono, edificando un foro con Basilica e tre templi dedicati alla Triade Capitolina (riportate alla luce da recenti scavi archeologici).
In era Imperiale al nome di Blanda, viene aggiunto quello di Julia in onore di Augusto. Blanda prosperò fino al V sec. d.C., quando fu saccheggiata e distrutta dai vandali.
Nel 592 subì un attacco da parte dei longobardi e nel 1079 nella Bolla compare per la prima volta il nome di "Turtura".
Il 3 settembre 1860, durante la conquista delle Due Sicilie, si fermò a Tortora Giuseppe Garibaldi, ospite dei Signori del posto.
Il territorio di Tortora si presenta prevalentemente collinare, incluso per la maggior parte nel Parco del Pollino; è la prima città, venendo da nord, appartenente alla Costa dei Cedri, difatti, le viene dato l'appellativo: Porta dei Cedri o Porta della Calabria Tirrenica.
Caratteristica del centro storico sono i nomi dei rioni, che hanno mantenuto il loro nome originale in dialetto: Casa di La Vecchia, Fuossu, Mariganieddu, Mbala la Terra, Mballaturu, Pondi, Sant'Andria, Santa Duminica, via di Mienzu, ecc.
Da visitare il Museo di Blanda, con sede nel Palazzo Casapesenna. Il museo è diviso in 5 sale , dove la prima è dedicata alla Preistoria; la seconda agli enotri; la terza e la quarta ai corredi funerari lucani e alla tomba di San Brancato, ricostruita nei minimi dettagli; nella quinta al municipium di Blanda Julia.
Il paese organizza, durante l'anno, svariati eventi, tra i più importanti: la Frustilitata e il Zafarana Fest. La Frustilitata è un rito pagano/ancestrale legato alla fertilità: il 19 marzo sera si accende un falò propiziatorio con delle "frasche", per annunciare l'arrivo della primavera, e per rendere fertili i campi adibiti alle varie colture del posto.
Il Zafarana Fest, è un evento eno-grastronomico sul peperone del luogo a forma di cono; il Fest si svolge nei primi di ottobre e vengono allestiti stands per la degustazione dei prodotti tipici, il tutto accompagnato da musica e giovialità.
Tra gli antichi sapori sono da ricordare: i fusiddi cu lu sucu di creapa (fusilli al sugo di capra), lagani e fasuli (tagliatelle e fagioli), zafareana ridda (peperoni fritti), zafaranedda piseata (peperone in polvere), la pitta con il pomodoro (pane a forma di ciambella fatto in casa con il forno a legna) e i vari insaccati: zuprisseata (sopressata), zazicchju (salsiccia), capucuoddu (capicollo), vuccularu (guanciale).
fonte: portale Calabria, comuni italiani
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